Chiesa parrocchiale natività di Maria Vergine
L'attuale chiesa è stata costruita presumibilmente
nel XV secolo, come indica la formella in cotto sulla parete esterna
di destra dell'edificio, in cui è riportata la data 1449.
Nel corso del XVII secolo viene ristrutturata con l'apporto di alcune
modifiche come l'elevazione del campanile a 45 m e la costruzione
della cupola.
Il 5 giugno 1873 per iniziativa del parroco don Marchetti e su progetto
di Ercole Marietti iniziano i lavori di prolungamento della cheisa
che terminano nel 1880 con la nuova facciata di stile rinascimentale
ricca di medaglioni, frontoni e merlata di statue e balaustre.
Le statue in cotto sono
cinque e rappresentano:La Madonna, S. Giovanni, S.Giuseppe, S.Rocco
e il Beato Pacifico.
La chiesa è a tre navate, a croce latina, sormontata da una
cupola ricca di stucchi del seicento, i capitelli e le cornici sono
di ordine corinzio. Il fianco destro all'esterno è unito al
tempietto del Beato.
La chiesa presenta le seguenti dimensioni:lunghezza m.60.15, larghezza
m.21.50.
Sopra l'altare si trova la famosa pala del 1595,opera giovanile di
Giovan Battista Crespi detto il Cerano, raffigurante "L'ultima cena"
Convento francescano di S. Martino
Per quanto riguarda la presenza dei frati francescani, sappiamo che sono stati richiamati a
Cerano nel 1880, dopo che avevano avuto una presenza significativa in paese dal 1483 fino all'inizio
dell'ottocento per promuovere il culto in onore del Beato Pacifico.
I Francescani acquistano la chiesa di S. Martino e un nuovo convento viene costruito ex novo su progetto dell'architetto
galliatese don Ercole Marietti.
La chiesa è collegata al convento mediante un corridoio pensile a cavalcavia.
In questo convento, sede di studi ginnasiali e teologici della provincia francescana di S. Diego,
studia e nel 1892 celebra la prima messa il sacerdote francescano di Galliate Beato Giuseppe Gambaro
martirizzato in Cina nel 1900.
Nel corso della prima guerra mondiale viene requisito per usi militari e nel 1918 i frati
lo abbandonano definitivamente asportando gli arredi tra cui il coro ligneo della chiesa, tuttora in opera
nel convento di Ornavasso e l'altare marmoreo traportato nella chiesa del sobborgo novarese di Veveri.
Teatro
Nell'angolo tra piazza Libertà e via Castello è rimasta la facciata di un antico teatro settecentesco la cui proprietà è di dubbia attribuzione. Infatti è incerto se sia appartenuto alla famiglia Bellini o Tornielli.
Chiesa e ospitale di San Dionigi
Questa chiesa, di cui è stata da poco riportata
alla luce la facciata con nicchie, è stata chiusa e trasformata
in albergo intorno al 1859. Collegato ad essa c'era l'ospitale di
S. Dionigi fondato dal sac.ceranese Marchisio nel 1237 perchè
accogliesse religiosi di passaggio e chiunque di povere condizioni
chiedesse ricovero per la notte.
Proprio in un parte dell'ospitale abitò Raffaele Crespi, il
pittore padre del più famoso Giovan Battista.