Beato Pacifico Ramati
Pacifico Ramati nasce a Cerano nel 1424
e , in seguito alla prematura scomparsa dei genitori e dei parenti
più prossimi, viene accolto dall'Abate del Convento di S. Gerolamo
presso Novara che si preoccupa della sua educazione. In seguito
alla morte di questo suo padre spirituale, Pacifico veste l'abito
francescano nel Convento novarese del Minori Osservanti. Viene
poi mandato, per la sua evidente dedizione allo studio, alla
Sorbona di Parigi, dove apprende il diritto canonico, approfondisce
le sue conoscenze teologiche e si dedica all'eloquenza con tanta
passione da essere considerato tra le più valide personalità
dell'Ordine Francescano.
Tornato in patria e ordinato sacerdote, numerose genti accorrono
a lui per sentire la Sua parola: non a caso lo si definiva"
fervidus concionator ed lucrandis animabus verbo ed opere potens"
(fervido oratore e potente nel guadagnare le anime a Dio con
le parole e con le opere). La sua vita è un continuo peregrinare,
dedicandosi alla fondazione di Chiese e Conventi tra cui quello
dell'Annunziata di Soncino e della Madonna delle Grazie di Vigevano.
Papa Sisto IV si avvale della sua opera e lo invia in Sardegna in qualità
di Commissario Apostolico. Compiuta la
missione in Sardegna, Pacifico Ramati torna a Cerano dove continua
la sua attività apostolica testimoniata dalla costruzione del Tempietto
dedicato a Maria Vergine dove riposa la Sua salma. Ma le sue peregrinazioni
a salvaguardia della fede cristiana non sono ancora finite; viene
infatti nuovamente inviato in Sardegna come Commissario Apostolico.
E' il Suo ultimo viaggio: muore infatti nell'isola, un anno dopo la
Sua partenza il 4 giugno 1482. La salma viene riportata in patria
e accolta con gioia dei ceranesi. Nel 1745 il papa Benedetto XIV,
in seguito ad un processo in cui furono testimoniati i miracoli e
le virtù di Pacifico Ramati, proclamò la Beatificazione. Ma, probabilmente,
egli era già stato da tempo "Beatificato" nella fede di ogni ceranese
a Lui devoto.
La Summa Pacifica
Tra le vicende di particolare importanza che riguardano la vita e l'opera del Beato Pacifico non si può non menzionare la redazione da parte sua, di una importante opera teologica: la Summa Pacifica. E' forse opportuno chiarire che il termine "Pacifica" non deriva affatto dal nome dell'autore: egli la chiamò così nell'intento di portare l'animo umano ad una condizione di pace e di tranquillità della coscienza. Il Beato Pacifico stesso scrive, infatti che " chi in verità la seguiterà la conscientia pacata et consoluta havera". Egli spiega inoltre la ragione di questo suo lavoro:" dal grande et immenso pelago de la scientia del confessore dalli peritissimi Doctori et Theologi data, per li semplici confessori in materna lingua sotto brevitare si raccogliesse uno tractatelo de conveniente rasone communito". La Summa conquistò ben presto la fama di opera di notevole valore, come si può capire dai vari epiteti con cui fu chiamata nelle sue varie edizioni, da "aurea" (1498) a "divina" (1518) a "pontificale"; essa ebbe inoltre l'approvazione di Papa Sisto IV. La prima edizione della Summa uscì a Milano nel 1479, tre anni prima della morte del Beato. Fu poi pubblicata a Brescia, a Bergamo e, molte volte, a Venezia. Nel 1578 fu rivista, dal punto di vista della lingua, da Padre Francesco da Treviso. Quello del Beato Pacifico teologo è un aspetto che non tutti conoscono, ma che certamente rende ancora più evidenti le sue doti, non solo di santo, ma di maestro e di uomo di cultura teologica.