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Palio dei Quattro Cantoni

La sfilata storica

Ogni anno, nella seconda Domenica di Settembre, una imponente sfilata storica, ricca di oltre 500 personaggi in splendidi costumi quattrocenteschi, segna ufficialmente la disputa "Palio dei Cantoni ceranesi", dove le quattro contrade partecipanti si contenderanno l'ambito drappo.
Sfilano gli stendardi bianco-celesti dei boscaioli del Canton Nuovo con i loro prodotti tipici dei boschi del Ticino, funghi, frutti di bosco e pesci; nei colori bianco-verdi i contadini del Cantone del Castello con i prodotti appena colti ed i multicolori fiori campestri, che fanno da cornice alla pelle abbronzata delle properose contadine; gli stendardi giallo-neri dei mugnai del Cantone Mulino con grosse ceste colme di fragrante pane appena sfornato; i cacciatori della Troggia, nei colori giallo-rosso, con i carnieri colmi di selvaggina.

Immgine del palio dei 4 cantoni

I Gallarati e i Signori delle 4 Contrade

Infine il drappo raffigurante il Palio, davanti ai vessilli di colore bianco-rosso che annunciano la ricca corte del feudatario ceranese.
Tamburini e paggetti precedono il maestro di corte, le ambascerie accreditate, nobildonne dai costumi damascati, ancelle e damigelle di corte, dalle quali emerge la famiglia Gallarati, preceduta dagli stendardi del Ducato di Milano ed attorniata dai vessilli e dagli alabardieri in alta uniforme del feudo ceranese.

La Storia

Sono trascorsi ben ventidue anni da quel settembre 1983, anno in cui il Palio dei Quattro cantoni ha preso il via. Una manifestazione che, grazie allo sforzo congiunto di numerosi Ceranesi, ha saputo conquistarsi il consenso di un pubblico molto vasto, che non si esaurisce entro i confini della provincia novarese. E si è sempre trattato di un modo di onorare degnamente la storia, la tradizione del paese e anche la religiosità di numerosi cittadini che, come noto, nel mese di settembre, mese prescelto quando ancora gli agricoltori terminavano in questa parte dell'anno l'alacre attività nei campi, onorano il loro patrono. Molto vario, quindi il contesto nel quale la manifestazione si inserisce. Da un lato i fatti concreti e personaggi reali come il lombardo Pietro Gallarati, signore del feudo di Cerano dal 1456 per volere del duca milanese Francesco Sforza. Un dono, quello concesso da Fracesco Sforza a Pietro Gallarati, non da poco, in quanto testimonia la fiducia che il duca doveva riporre nel signore di Cerano. Politicamente parlando, infatti, questo territorio si trovava in una posizione strategica, incuneato in terra piemontese e con possibilità di controllo sul fiume Ticino. Immgine del palio dei 4 cantoni Cerano era sempre stato oggetto di incursioni e tentativi di conquista da parte dei vari personaggi che, in quel periodo e nei secoli precedenti, si contendevano il dominio di queste terre. Oltre alla storia abbiamo anche le supposizioni che ci permettono di immaginarne le atmosfere che caratterizzavano gli avvenimenti. La venuta del Gallarati a Cerano fu sicuramente oggetto di festeggiamenti da parte della popolazione. Ed è proprio all'interno di questi festeggiamenti che si trovano le radici storiche dell'attuale manifestazione. In onore del Signore, infatti, venivano generalmente organizzati, oltre a banchetti luculliani, animatissimi tornei, un'eredità di retaggio medievale, ai quali prendevano parte i signori di contrada. L'usanza del palio, quindi, fa parte del nostro passato, della nostra gente.

Immgine del palio dei 4 cantoni

E' vero, quest' usanza si è purtroppo persa con il passare dei secoli: la gente dell'epoca aveva ben poche occasioni per fare festa, impegnata a sopravvivere e a combattere contro gli uomini, gli eventi atmosferici, le carestie o le epidemie. Era quindi probabile che, in questa particolare situazione, il palio venisse dimenticato. Il grande merito della manifestazione attuale non è esattamente quello di aver recuperato una tradizione, della quale, peraltro, non abbiamo documenti che testimonino l'esatto svolgimento, ma quello di averla fatta rivivere e di aver permesso ai Ceranesi di ritrovare, seppur con un pizzico di fantasia, una parte della propria identità. La popolazione si è subito dimostrata pronta a fare il tifo per i propri beniamini. Il Palio è servito anche a rispolverare tra i Ceranesi, almeno per un giorno all'anno, un certo orgoglio di appartenza e un campanilismo solo apparentemente sopito. Dalla viva e sportiva partecipazione della gente gli organizzatori sono stati spronati a fare sempre meglio e sempre di più. Nel 1987, anno della quarta edizione, la manifestazione, peraltro già nota nella zona, ha ottenuto il riconoscimento dell'assessorato al turismo della Regione: il Palio dei Quattro Cantoni è stato inserito nel calendario che riporta le manifestazioni presenti in Piemonte durante l'anno. Un importante contributo per la manifestazione ceranese è arrivato anche dalla provincia e dall'Azienda di promozione turistica di Novara. Questa serie di appoggi, oltre che rappresentare una soddisfazione per coloro che hanno lavorato e che si sono battuti affinchè il palio diventasse quello che è oggi, è stata anche un importante incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa pur se su questa si incontrano difficoltà, che fino ad ora, grazie alla buona volontà e all'impiego, sono sempre state superate con l'aiuto di tutti.


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